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Giugno - Settembre 2015

 

  •  Da 11 Giugno a 11 Agosto in Malawi

 Rosa e Franco porteranno un aiuto concreto e il loro prezioso sostegno.

  • VIAGGIO DI 20 GIORNI IN MADAGASCAR NELLA CASA DELLE NOSTRE SUORE

Le Dottoresse Maria Luisa e Francesca con Luigi e Federico, partiranno sabato 20 giugno e ritorneranno venerdì 10 luglio. Lavoreranno gratuitamente nelle Missioni di Anosibè an Ala, Antananarivo, Moramanga, Betsifasika, Ambondromamy. 

Prima tappa Ambondromamy, seconda tappa all’Ospedale a Majunga. I partecipanti saranno Egidio, Alberto e Giuseppe.

 

Grazie a tutti per il  servizio e il lavoro disinteressato a favore dei più Poveri.

 

 

 

Luglio 2014

 

 

 

 

Agosto 2011

   

 Tiziana ed Enrico in Etiopia

   

  

  

Agosto 2007

 

Francesca e Roberto in Brasile

 

Centro di Promozione Umana

 

Berçário Móvel, Macapá  "progetto adozione di una culla"

le bellissime mini mamme & bimbi

     

nel "mato" con Frei Apollonio, Espírito Santo e Monte Alegre

 

dalla creche di Belém

 

 

Estate 2005

 

Simona e Annalisa a Calcutta

 

Due ragazze della nostra Associazione si recano in India per portare il loro aiuto nell'inferno di Calcutta: 20 giorni tra poveri e lebbrosi. Di seguito l'intervista fatta loro da Piero Uboldi, giornalista de Il Notiziario (2 settembre 2005).

  

Bollate - Dopo quattro giorni che si trovavano a Calcutta, non si erano ancora abituate all'odore nauseante delle strade, alle immagini di miseria estrema, alla gente che muore per strada e ai lebbrosi che sono andate a visitare: non riuscivano a mangiare, si erano ammalate e a Bollate erano partite le prime telefonate per organizzare immediatamente il viaggio di rientro. Era una possibilità che l'Assopromi di Ospiate aveva messo in conto, perchè sapevano che Calcutta è la prova estrema, un vero inferno di miseria. Come ci spiega la presidentessa di Assopromi Ornella Landriani, si sa benissimo che tra tutti i possibili viaggi nelle missioni del mondo quello a Calcutta è il più difficile, perchè ci si imbatte in una miseria che non si può neppure immaginare. Ma Simona e Annalisa avevano voluto andare proprio lì, per devozione a Madre Teresa di calcutta e per capire cosa significasse la miseria più cupa. E così, quando ormai si stava preparando il loro rientro anticipato, la loro forza di volontà ha vinto sulla durezza di quella realtà: hanno cominciato a mangiare e ad abituarsi all'odore, hanno superato la malattia e hanno deciso di non mollare, di vivere tutti i venti giorni di misione a Calcutta. Protagoniste di questa dura esperienza sono state Simona e Annalisa, due belle ragazze che quest'estate avrebbero potuto andarsene a Ibiza o a Rimini a divertirsi con amici e fidanzati, invece hanno scelto Calcutta, risparmiando per un anno intero i soldi per pagarsi il biglietto aereo, incluso il regalo della maturità conseguita l'anno scorso: niente regalo, ma soldi per pagare il volo.
"Non ci siamo pentite della nostra scelta - ci raccontano al ritorno in Italia, avvenuto alla fine della scorsa settimana - Era un desiderio che avevamo dentro da tanto tempo e l'abbiamo realizzato".

  
Ma perchè proprio a Calcutta? "Perchè è il posto in cui sei a contatto con i poveri più poveri. E poi abbiamo una devozione verso Madre teresa... Volevamo andare lì e portare la bandiera dell'Assopromi sulla sua tomba". E la vostra reazione quando siete arrivate lì? "E' stata diversa - ci racconta Simona - Io alla partenza ero quella più entusiasta e convinta, invece quando sono arrivata lì, in mezzo a quella realtà, mi è venuta una crisi di panico; Annalisa invece era più titubante alla partenza e invece poi lì ha avuto un impatto migliore". Ma Calcutta è davvero così sconvolgente? "Il primo impatto che hai - ci spiegano Simona e Annalisa - è di una città caotica che ti ingloba, gente che non ha nulla, che vive sui marciapiedi, una povertà che si mischia al caos della città. E poi un odore insopportabile..." Ma sono davvero così poveri come si dice? "Sì, anche di più. Però hanno sempre il sorriso sui volti, e questo ci ha fatto convincere che i veri poveri, in fondo, siamo noi, che abbiamo tutto ma che siamo molto più chiusi, più tristi". Dove eravate alloggiate? "Quando siamo arrivate all'aeroporto di Calcutta, abbiamo dovuto prendere un taxi e andare a cercare il dormitorio dove dovevamo alloggiare. Poi siamo andate dalle Missionarie della carità dove ci siamo registrate e abbiamo scelto la casa dove prestare servizio. Abbaimo deciso per Shisu Bhavan, una casa che ospita bambini orfani". E lì che cosa facevate? "Facevamo animazione per i bambini. Poi a volte di pomeriggio andavamo in un'altra casa che ospita bambini handicappati e lì facevamo anche assistenza". E' stata un'esperienza difficile? "Sì - ci dice Simona - Ogni giorno andavo alla tomba di Madre Teresa e le offrivo le mie sofferenze. Così ho avuto la forza di superare i momenti difficili". Quale è stata la cosa più brutta che avete visto? "Io - ci dice Annalisa - sono rimasta impressionata dalle condizioni di certi bambini handicappati che vivono come dei veri e propri vegetali:stanno lì tutto il giorno immobili". "La cosa che più mi ha colpita - ci spiega invece Simona - è stata quando siamo andate nella casa dei moribondi, dove c'erano tantissimi lettini stesi per terra. Nel passare ho visto un uomo morire davanti ai miei occhi e quello che si trovava accanto a lui staccargli la flebo e coprirlo". E la cosa più bella? "Il sorriso della gente per strada e dei bambini - rispondono all'unisono - E poi l'ultima sera u indiano sordomuto che ci aveva fatto da accompagnatore ci ha regalato una corona di fiori: è stato davvero bello". Che cosa vi rimane dopo questa dura esperienza? "Mi resta l'insegnamento - ci dice Annalisa - che bisogna vivere a pieno ogni giorno, perchè ogni giorno è speciale: un sorriso può aiutare chiunque". "Sono andata là per dare - aggiunge Simona - invece ho ricevuto di più di quel che ho dato. Adesso voglio contraccambiare lavorando qui per raccogliere soldi per poterglieli mandare". Sì perchè Simona e Annalisa nell'andare a Calcutta hanno portato anche 4mila euro di offerte raccolte da Assopromi di Ospiate con i suoi banchetti allestiti al mercatino dell'antiquariato, a Castellazzo e in altre occasioni, e hanno consegnato direttamente quei soldi alle suore di Madre Teresa. E Assopromi è stata l'artefice di questo difficile viaggio. Ma come si è vissuta a Bollate una simile esperienza? L'abbiamo chiesto a Ornella Landriani. "La responsabilità di sapere che ci sono ragazze che vanno a Calcutta a nostro nome, portando gli aiuti che abbiamo raccolto qui - ci spiega - ci ha creato una grande ansia ma anche una grande felicità. Ti senti responsabile, ti preoccupi, ma poi quando le vedi tornare felici e pronte a ripartire, capisci che hai fatto la cosa giusta". (...)

Piero Uboldi
de Il Notiziario

guarda le foto di Simona e Annalisa

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